Dalla pandemia alla psicopandemia

La pandemia da Covid-19 ha portato conseguenze psicologiche pesanti, riscontrabili in tutte le età e in tutte le fasce della popolazione, tanto che si parla di psicopandemia.

La storia ha messo l’essere umano alla prova tante volte: guerre, carestie, eventi naturali disastrosi, epidemie e pandemie. Da anni la ricerca nel campo della psicologia si occupa di ‘disturbi da stress’ o ‘disturbi da adattamento’: alcune condizioni critiche producono conseguenze negative sulla salute psicologica e sul benessere in generale.

In un momento storico come questo, che la società occidentale moderna e tecnologica non ha mai sperimentato, ci troviamo di fronte ad un aumento di paura, angoscia, attacchi di panico, disturbi ossessivo-compulsivi e altre difficoltà psicopatologiche.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha condotto uno studio dal titolo ‘Monitorare la conoscenza, la percezione del rischio, i comportamenti preventivi e la fiducia per un’efficace risposta alla pandemia‘ in cui emerge che un italiano su tre ha evitato di andare dal medico per un problema non correlato al Covid ed oltre la metà riporta segni di malessere psicologico.

La sfida che ci troviamo ad affrontare come psicologici e come comunità umana in generale è grande: per superare le difficoltà e le fatiche occorre creare il maggior numero possibile di reti sul territorio, attraverso la relazione e la vicinanza, in una prospettiva di promozione e mantenimento del benessere e non solo di gestione della malattia.

Dott.ssa Elena Simoni

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