Quando lo sport diventa una metafora di orientamento.

Come si fa a vivere nell’incertezza? Come possiamo pensare al futuro, quando il presente ci pone davanti ostacoli e situazioni difficili da affrontare? Quali obiettivi possiamo porci nella vita? Quale contributo vogliamo dare al mondo?

Sono questi i quesiti che si pongono i ragazzi delle scuole medie e i loro genitori durante gli incontri di carattere orientativo che si sono svolgono all’interno degli I.C. che aderiscono al progetto di Orientamento targato MeTe.

I percorsi sia per i ragazzi che per le famiglie hanno come obiettivo quello di far intraprendere un viaggio interiore che permetta in primis ai ragazzi di guardarsi dentro e conoscere i loro talenti, qualità, passioni e soprattutto comprendere meglio quali sono gli obiettivi che si vogliono porre nella vita; e allo stesso tempo permetta ai genitori di avere a disposizione degli strumenti per supportare al meglio questo delicato momento di passaggio che i figli stanno vivendo. Viene spesso citata l’agenda 2030, con i 17 pillar che si è posta L’Onu da raggiungere con l’aiuto e l’ingaggio dei singoli, si svolgono focus relativi alla scelta della scuola e si condividono i  passaggi fondamentali per raggiungerla nella maniera più consapevole possibile.

Se io non ci sono, gli altri non sono tutto” è uno dei tanti concetti che vengono veicolati durante i momenti di confronto con i ragazzi. Tutti possono dare il proprio contributo al mondo e a questa società, ognuno può lasciare una traccia di sé per un traguardo più ampio. Cosa serve allora?? Il desiderio, le aspirazioni, la speranza, il coraggio di porsi obiettivi ambiziosi, scelte non scontate, avere grandi sogni!

E parallelamente cosa viene condiviso con i genitori? Si esplicitano paure, incertezze per il futuro, difficoltà nell’accompagnare con consigli i figli in un mondo complesso, ma anche ci si dà l’opportunità di provare ad usare risorse, strumenti utili e pratici per poter intraprendere strade da percorrere “insieme”, ragionamenti e riflessioni da costruire con i propri figli.

La metafora scelta è quella dello sport, un argomento vicino ai ragazzi e facilmente collegabile e paragonabile alla vita. Come nell’attività sportiva, anche nella vita infatti serve allenamento, serve avere dimestichezza nel gestire le emozioni, porsi traguardi raggiungibili. E proprio come nello sport ci sono le sconfitte e le vittorie, anche nella vita di ognuno di noi ci saranno momenti difficili, problemi apparentemente insuperabili, ma anche grandi soddisfazioni e coppe alzate. Non si parla di competizione o di prestazione, ognuno fa la propria gara, con sé stesso, con le proprie paure e incertezze e con le proprie risorse.

Ma ciò che conta è che si gareggia tutti all’interno di un Campionato più grande, costituito dall’operato non del singolo, ma della Comunità. Si gioca in una squadra! Ed è questo che i ragazzi devono comprendere…il loro contributo per questa squadra chiamata “Mondo” è fondamentale.

Dott.ssa Benedetta Dallavalle

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