Buoni propositi?

Con l’arrivo del nuovo anno si rinnova il desiderio pensare a nuovi piani, intenzioni, desideri, progettare nuovi obiettivi da raggiungere per migliorare la propria vita. Il cambio dell’anno viene tendenzialmente vissuto come un momento di cambiamento, di svolta. Per molti è un momento anche di bilancio di ciò che si è stato l’anno precedente e può essere che vi sia un senso di amarezza, di frustrazione per ciò che non si è riusciti o non si ha avuto la possibilità di realizzare. In un’antica tradizione germanica, troviamo il termine Rauhnächte, il quale fa riferimento alla preparazione spirituale e mentale al nuovo anno in arrivo.  Dodici notti fra Natale e l’Epifania preparano le persone agli imminenti dodici mesi dell’anno nuovo.  Un tempo di riposo, dove è bene non intraprendere nuove attività, ma poeticamente lasciarsi essere. Stare nel momento presente, ascoltarsi, respirare. Per trovare una connessione con noi stessi, con i nostri interessi, le nostre aspirazioni e pianificare degli obiettivi importanti per noi. Proviamo a pensare a cosa vogliamo fare e non a cosa dobbiamo fare. Tutto ciò che percepiamo come lontano dai nostri interessi, che sottrae tempo ad altre cose che ci interessano o che ci costringe a rinunciare a qualcosa che ci fa star bene, rimarrà lì e non vedrà una realizzazione. Pensiamo a tutto ciò che sarà necessario compiere per arrivare all’obiettivo finale e segniamoci i passi che dovremo compiere. Concediamoci di festeggiare il raggiungimento dei traguardi intermedi, premiamoci. In Giappone il termine “yukkuri” fa riferimento alla capacità di stare a tempo cogliendo le sfumature e i particolari del ritmo più che la frenesia della durata. È il tempo che rallenta e che quando naturalmente non rallenta bisogna un po’ farlo fermare, obbligarsi alla lentezza, sostare per capire dove siamo, cosa ci ha portato fino a qui, ri- focalizzare il nostro percorso. È importante poi darsi una scadenza in cui raggiungere l’obiettivo finale, questo ci permette di mantenere l’impegno che ci siamo prefissati senza perdere la motivazione di raggiungerlo non vedendo mai risultati concreti. Durante il percorso dobbiamo anche pensare alla possibilità che ci saranno degli insuccessi, degli ostacoli. È infatti inevitabile che qualcosa non vada esattamente come abbiamo previsto. Non facciamoci abbattere: utilizziamo questi momenti come opportunità per riflettere su cosa è andato storto, chiediamoci il perché e di cosa abbiamo bisogno.  
Condividiamo con qualcuno a noi caro i nostri obiettivi. Essi possono essere fonte di stimolo, possono aiutarci a perseverare, essere di supporto e incoraggiamento.

Dott.ssa Annalisa Pasi

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