Ogni qualvolta aprirai cuore e mente, troverai mani pronte ad accogliere e ad agire.

Mani sapienti, pazienti, laboriose, mani che vivono e che non dimenticano. Toccandole non si può non provare un brivido, sono un pezzo di storia e ogni piccola ruga ne racconta un aneddoto. Lavorare e vivere la Rsa significa anche saper cogliere ogni piccolo segnale proveniente da esse: richiedono di essere ascoltate, sì, ascoltate, poiché anche solo un piccolo loro movimento vale a dire vita.

In quest’ottica è necessario non dare mai nulla per scontato, soprattutto laddove non arriva la mente, poiché molto spesso vi arriverà la mano.  Un deficit cognitivo, talvolta anche marcato, nasconde delle abilità che sono lì, pronte a palesarsi non appena giunge lo stimolo necessario. Può esservi d’esempio una simpatica nonnina affetta da morbo di Alzheimer, un vissuto comune ad altri, con correlati disturbi comportamentali quali wandering e affaccendamento, che trova la tranquillità, e una comoda seduta ad attenderla, non appena riceve tra le mani pennello e un foglio bianco. Misteriosamente il mondo che fino a prima era per lei confusione, ora diviene ordine e tutto torna a tacere: le emozioni fuoriescono guidate da quelle mani che tanto hanno atteso.   Sebbene possa sembrare una banalità, per molti di noi operatori questo sarà senza dubbio un grande traguardo e un’emozione da condividere.

Non serve mettere in atto grandi cose: l’importante è sempre tenere ben presente quali sono i bisogni di coloro che abbiamo affianco, bisogni che talvolta non possono essere espletati verbalmente ma che ci possono giungere in forme differenti; ed è altrettanto importante porsi degli obiettivi che siano  raggiungibili. Nella strutture residenziali e non solo, anche tra familiari, caregiver e operatori che supportano un anziano al proprio domicilio,  si parla spesso, tra molte proposte, di attività creativo-manuali. Alcuni esempi di attività creativo-manuali  possono essere laboratori di ricamo, taglio e cucito, pittura, creazione di strumenti musicali, creazioni di oggettistica o addobbi vari, anche legati alla stagionalità o alle festività, bricolage, intaglio del legno ecc.

Badate bene però, non pretendiamo mai che il compito assegnato sia svolto secondo i nostri criteri, bensì accettiamo la soggettiva capacità di ognuno, in salute e nella malattia, e accettiamo pure le sconfitte, se queste servono  a crescere  e a porci dei nuovi obiettivi; ultimo, ma non meno importante,  un bravo operatore accompagna, non si sostituisce a chi ha di fianco, anzi,  spesso diviene lui  stesso la mano che dà “voce” a chi non ne ha.

Le attività creativo-manuali.: attività semplici che hanno l’obiettivo primario di mantenere nell’anziano le abilità cognitive e manuali residue (come può essere il mantenimento della coordinazione oculo-manuale), attività che si propongono di conservare anche un certo legame con la vita trascorsa non permettendo al senso di inutilità di prevalere,  evitando così l’isolamento da tutto ciò che vi è attorno e migliorando, perché no, il tono dell’umore e la conseguente qualità di vita.

Zanetti Sonia

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