L’identificazione precoce

Per “identificazione precoce” si intendono le attività di osservazione, attraverso diversi compiti e strumenti, che possono segnalare difficoltà nell’acquisizione degli apprendimenti e predire un possibile disturbo specifico dell’apprendimento.

La stessa Consensus Conference del 2007 afferma che “Nonostante sia prematuro fare diagnosi conclamata di dislessia, disortografia e disgrafia prima della seconda primaria e discalculia prima della terza primaria, è possibile già alla fine della 1° elementare o all’inizio della 2° elementare porre il forte sospetto diagnostico di rischio di DSA. In questo caso è utile mettere in atto tutte quelle procedure che siano utili a ridurre le difficoltà riscontrate.”

L’identificazione precoce permette di evitare che il bambino cada in una situazione apprenditiva in cui si senta inadeguato, in colpa o etichettato come il bambino pigro, che non si impegna, oppure che si attribuisca la causa delle sue difficoltà a problemi esterni (ad esempio all’ambiente familiare).

L’Art. 3 Comma 3 della Legge 170/2010 sottolinea l’importanza delle scuole a riguardo:

E’ compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di disturbi specifici apprendimento DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all’articolo 7, comma 1. L’esito di tali attività non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA.”

In caso vengano rilevate difficoltà, è compito della scuola mettere in atto percorsi di potenziamento, come da Linee Guida, Giugno 2021:

La programmazione di interventi tempestivi per bambini con livelli di abilità non adeguati, rilevati con opportuni strumenti di screening, può consentire un miglioramento nei bambini con DSA e un sostanziale recupero delle competenze nella maggioranza dei bambini che, quindi, verosimilmente presenterebbero una semplice difficoltà di apprendimento, in assenza di un effettivo disturbo del neurosviluppo.”

L’identificazione precoce va quindi nella direzione di intervenire non solo sulle difficoltà nell’apprendimento, ma soprattutto di prevenire eventuali disagi sul piano emotivo, psicologico e sociale.

dott.ssa Milena Giordani

dott.ssa Paola Molinari

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