UNO STUDENTE ALLE PRESE CON LE SUE EMOZIONI

Immaginiamo di metterci nei panni di un ragazzino con DSA di prima media, che trova già in sé e nelle proprie caratteristiche delle difficoltà nell’apprendimento, e di trovarci in un contesto scuola che ci opprime e ci fa sentire ancora più frustrati di fronte ai nostri limiti e difficoltà.

Ecco le parole di un undicenne arrivato da poco alla scuola media, il cui tema in classe era “se tu fossi il professore…”:

“Io se fossi un professore di tutte le materie il primo giorno gli darei 22 esercizi di grammatica e di antologia, due pagine da leggere e gli esercizi di storia, poche interrogazioni… Mate 190 esercizi sulle potenze e divisioni, di geometria 200 esercizi degli angoli. Di educazione fisica farei giocare a quello che vogliono e più un’interrogazione ogni anno; la ricreazione durerebbe mezz’ora, la scuola fino a mezzogiorno. Ogni volta che c’è mate gli farei fare un’interrogazione e l’alunno Rossi prenderebbe 3, tutti gli altri 8, 9 e 10. Per le gite invece di andare a vedere i musei di storia dell’arte andrei in vacanza ai go-kart. Di francese gli farei guardare un film in francese perché io non lo so, così anche di inglese e anche in religione. Di tecnologia andrei in montagna con le motoseghe perché non ho voglia di tagliare la legna e neanche di stare da solo. In musica solo canzoni o Tha Supreme. La seconda giornata sciopero e a fine anno boccerei gli alunni Rossi, Verdi e Bianchi.​”

Nel testo originale del tema, l’alunno ha riportato gli esatti cognomi dei suoi professori nel ruolo di alunni.

Un breve testo ci trasmette le emozioni e lo stato d’animo permeati dalla fatica di stare in un contesto che ancora non lo ha visto e compreso per quello che è.

Per questo ricordiamoci quanto sia importante creare occasioni in cui i ragazzi possano esprimere pensieri e emozioni perché questo ci consente di essere sintonizzati con loro e di stare al passo col loro vissuto.

Perché, come dice Daniela Lucangeli, «Le nozioni si fissano nel cervello insieme alle emozioni. Se imparo con curiosità e gioia, la lezione si incide nella memoria con curiosità e gioia. Se imparo con noia, paura, ansia, si attiva l’allerta. La reazione istintiva della mente è: scappa da qui che ti fa male. La scuola ancora crea questo cortocircuito negativo».

dott.ssa Milena Giordani

dott.ssa Paola Molinari

Marta Zanatto

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