PARLIAMO DEI DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE?

Dopo un’interessantissima giornata formativa organizzata dai colleghi del ruolo terapeutico sul tema dei disturbi del comportamento alimentare abbiamo pensato con la mia equipe di colleghe del Centro MeTe che dare un pò di spazio a questa tematica, purtroppo sempre di grande attualità, sarebbe stato utile.

Purtroppo di continua attualità dicevo perché pare che con la pandemia i numeri dei giovani adolescenti che soffrono di un disturbo del comportamento alimentare sia aumentato del 20-30%.

Per orientarsi meglio andiamo a definire prima di tutto cosa si intende quando si parla di disturbi del comportamento alimentare (DCA) o disturbi dell’alimentazione, “sono patologie caratterizzate da una alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo”. Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile. Negli USA l’anoressia è la prima causa di morte tra le ragazze di età compresa tra gli 11 e i 20 anni.

Quali sono i comportamenti che possiamo riscontrare in un* ragazz* che presenta un problema di questo tipo? Selezione degli alimenti che precede una progressiva restrizione dell’introito alimentare, ovvero si parte eliminando ad esempio i dolci e i carboidrati e si procede verso una continua esclusione di cibi dalla propria dieta, controllo ossessivo delle calorie ingerite e consumate, digiuno, vomito, utilizzo di lassativi o diuretici allo scopo di controllare il peso, intensa attività fisica, abbuffate (un introito di cibo molto grande in un tempo ristretto). Questi comportamenti possono comparire con gradualità, e le persone in genere sono spesso attente a non dare troppo nell’occhio, quindi è importante sapere cosa osservare per intercettare una possibile situazione delicata prima che si strutturi in un vero e proprio disturbo alimentare. Allo stesso tempo bisogna specificare che alcune persone possono ricorrere a taluni di questi comportamenti senza avere un disturbo alimentare vero e proprio, va fatta una valutazione attenta. Per questo è importante che anche in situazioni di dubbio genitori, insegnanti, e adulti di riferimento, possano rivolgersi ad un professionista per comprendere meglio la situazione che stanno vivendo e capire come muoversi.

Chi sono questi fragili ragazz* che muovono i loro passi in questi tempi difficili? Come vedono il mondo degli adulti attorno a loro? Due sono gli aspetti centrali descritti dal dottor Rizzi -psicologo e psicoterapeuta-: in primis i confini generazionali labili e sfumati; se in passato tra genitori e figli sembrava esserci un abisso, nel modo di pensare, di divertirsi, di vestire oggi sappiamo bene che non è più così. Noi adulti ci mostriamo più rilassati, più votati alla cura di noi stessi e del nostro aspetto, più attenti all’immagine che diamo di noi, più aperti alle relazioni e al piacere, avvicinandoci così di molto a quello che sono anche i nostri giovani, attenti all’immagine che danno di loro, alla socialità, alla performance, e dando loro il messaggio più o meno esplicito del ‘sii tu quello che io non ho potuto essere’. Come secondo elemento il passaggio da una famiglia normativa, che caratterizzava il passato, ad una famiglia affettiva, quella di oggi: una volta la famiglia si preoccupava prioritariamente di mettere le regole, far conoscere i limiti, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, oggi la famiglia mette al centro la protezione dei figli, il voler bene e il farsi voler bene, passando dal dover obbedire al dover essere speciali, i migliori, i ragazz* hanno una pressione famigliare e sociale molto forte per non essere mediocri, banali, invisibili. Il timore di non essere all’altezza, di non avere l’x factor è così pane quotidiano per queste nuove generazioni.

Questa è una riflessione sul cambiamento, non su quello che ci sembra giusto o sbagliato, la psicologia non giudica ma cerca di comprendere, di interpretare. Cerchiamo quindi di uscire dalla logica era meglio una volta, è meglio oggi. Facciamo i conti con i cambiamenti per comprendere come il benessere e il malessere delle persone sia cambiato. Per comprendere come stanno i nostri ragazzi oggi, in un’epoca di sconvolgimenti, in cui il futuro è sempre più complicato e precario, dobbiamo sforzarci di conoscere e capire.

Per questo crediamo che dialogare sia sempre fondamentale. Osservarli. Cogliere quei piccoli indizi che ci forniscono, e se da soli non riusciamo a decifrarli davvero non spaventiamoci di chiedere aiuto ad un professionista.

A Trento abbiamo Il Centro per i disturbi alimentari, abbiamo molti professionisti sul territorio, chiediamo informazioni anche ai nostri medici di base e ai pediatri.

Trovate i link alla pagine del CDA di Trento, ad un articolo che spiega nel dettaglio quali siano i disturbi del comportamento alimentare, e le pagine del ruolo terapeutico che ha organizzato l’interessante formazione a cui ho fatto riferimento qui oggi.

  • https://www.stateofmind.it/disturbi-alimentari-dca/
  • https://ilruoloterapeutico.tn.it/
  • https://www.apss.tn.it/Azienda/Luoghi/Centro-disturbi-del-comportamento-alimentare-Trento
  • https://www.aidap.org/

Dott.ssa Sara Zambotti

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